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Stefano Barra

Osteopatia

Osteopatia pediatrica

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Osteopatia & osteopatia pediatrica

Cos'è l'osteopatia?

L’osteopatia è un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, ect..) non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).
Inoltre a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l’osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all’individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso.

Definizioni:

Dal “World Osteopathic Health Organization” (WOHO)
L’osteopatia è un sistema affermato e riconosciuto di prevenzione sanitaria che si basa sul contatto manuale per la diagnosi e per il trattamento.
Rispetta la relazione tra il corpo, la mente e lo spirito sia in salute che nella malattia: pone l’enfasi sull’integrità strutturale e funzionale del corpo e sulla tendenza intrinseca del corpo ad auto-curarsi. Il trattamento osteopatico viene visto come influenza facilitante per incoraggiare questo processo di auto-regolazione.
I dolori accusati dai pazienti risultano da una relazione reciproca tra i componenti muscolo-scheletrici e quelli viscerali di una malattia o di uno sforzo.

Ho pensato che l’osso, osteon, fosse il punto da cui dovevo partire per accertare la causa delle condizioni patologiche e così ho messo insieme “osteo” con “patia” e ho ottenuto Osteopatia”.
(Still, A.T. Autobiografia, 1897, p.98)

“L’osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l’espressione stessa della vita”.
(Still, A.T., 1892)

Cosa curiamo?

Metodo:

  •  Visceral Manipulation Technique

Principi: Nella medicina osteopatica il concetto di mobilità si estende anche ai visceri. Infatti i legamenti, i meso, le fasce e gli organi si muovono fra di loro. La limitazione dei movimenti di un organo o degli organi fra di loro comporta una perdita del libero flusso dei liquidi corporei e un ostacolo al libero impulso dei nervi. Esiste un movimento del l’organo rispetto ad altri, chiamato “mobilità”, ed esiste un movimento intrinsico dell’organo chiamato “motilità”.

Metodo: Esistono manipolazioni specifiche ad ogni organo, meso, fascia,
e legamento viscerale. Possono così essere manipolati organi, nervi, vasi linfatici, arterie e vene.

 

  • Articular Thrust Technique

Principi: La manipolazione ad alta velocità e a bassa amplitudine (H.V.T. – High Velocity Technique) ha lo scopo di portare la mobilità dell’articolazione oltre la barriera motrice, ottenendo così una immediata liberazione dell’articolazione e del suo movimento.

Metodo: Il giusto “thrust”, cioè quello correttivo e non doloroso, dipende dalla corretta scelta dei seguenti parametri: forza, direzione della forza, punto di applicazione della forza, velocità, amplitudine, punto d’appoggio, pressione, trazione, compressione, stabilizzazione del segmento, fase respiratoria, leva, momento, fulcro, inizio e arresto, e stato di rilassamento del paziente e dell’operatore.

Indicazioni: Ipomobilità articolari e disturbi della fisiologia a loro correlati.

  •  Connective Osteopathy

Principi: Il corpo umano è costituito di matteria ma, come conferma la fisica moderna, anche di un reticolo di campi ondulatori e vibrazionali. E’ un sistema di vuoto ma non privo di contenuto. Praticamente, il reticolo connette le singole strutture corporee tra di loro. La patologia nasce quando le strutture sono sconnesse. Infatti la malattia non è considerata tanto una diminuzione nella mobilità meccanica dell’organo, quanto una diminuzione nel flusso delle informazioni tra gli organi.

Metodo: L’osteopata trasferisce l’informazione terapeutica al paziente mediante una visualizzazione tridimensionale del tessuto. Al fine di riuscire in quest’operazione, l’osteopata deve imparare a fondere il suo senso tattile e il senso di visione in un solo senso.

 

  • Cranio-Sacral Technique

Principi: Tra le ossa del cranio vi sono movimenti involontari indipendenti dai muscoli. Il sistema di membrane intra-craniche, denominate membrane a tensione reciproca, può subire delle tensioni che limitano l’ amplitudine normale di questi movimenti. La natura di questo movimento è ritmica e dipende dalla contrazione e dilatazione dei ventricoli cerebrali che a loro volta influiscono sulla circolazione del liquido cefalo-rachidiano(L.C.R.). La circolazione del L.C.R. agisce sul movimento delle membrane aracnoidea e durale. Infine, a traverso le membrane a tensione reciproca, questo influisce sulla mobilità delle articolazioni basilari. Il liquido cerebrospinale fluttua lungo tutta la colonna vertebrale per mezzo della membrana aracnoidea, sospesa dall’alto grazie ad un’unica inserzione ed ancorata in basso al livello dell’osso sacro. I tessuti durali fungono da pareti per i principali canali venosi che conducono alle vene giugulari. Così la restrizione dei movimenti cranio-sacrali si riportano anche sul sistema membranoso e sulla circolazione. Ogni tessuto vivente è animato da un movimento ritmico, come quello della marea.

Metodo: In un primo tempo, l’osteopata osserva il contorno craniale, poi procede alla palpazione del cranio e delle strutture periferiche con lo scopo di verificare il movimento cranio-sacrale. Il metodo di correzione varia a seconda delle “lesioni” riscontrate.
Tra le numerose tecniche vi sono: stimolazione del liquido cerebrospinale, di sollevamento, di distensione, di modellamento, o anche di regolazione delle tensioni membranose e della fluttuazione del flusso dei liquidi.

Indicazioni: Conseguenze di traumi subiti dai neonati alla nascita, allergie, asma, disturbi oculari, paralisi facciale, paralisi cerebrale in fase iniziale, congiuntiviti, convulsioni, alcuni casi di ipoacusia, alcuni casi di diplopia, alcuni casi di epilessia, trauma cranici, cefalea, iperchinesia, insonnia, alcuni casi di ipertensione, sindrome di Menière, otalgia e tinniti, rigurgiti e disturbi della suzione nei neonati, sinusiti, conseguenze di traumi e tensioni dentali e oro-facciali, torcicollo congenito, vertigini, sindrome vagale, conseguenze del “colpo di frusta”.

  •  Fascia Technique

Principi: Le singole strutture anatomiche del corpo sono unite fra loro tramite le fasce, costituite di tessuto connettivo specializzato. Le fasce rispondono al movimento involontario del liquido cefalo-rachidiano, al movimento autonomo delle visceri, e ai movimenti volontari o involontari dell’apparato locomotore. Esse contengono nervi, vasi sanguinei, vasi linfatici, fluido extracellulare, e diverse cellule differenziate. Le fasce hanno proprietà contrattili ed elastiche e rispondono al modello “molla – cilindro idraulico” . Ogni azione che vada a ostacolare l’elasticità delle fasce, ha come conseguenza l’ostruzione alla corretta circolazione dei liquidi e il disturbo dell’ attività del nervo. Il raccorciamento ed il rigidità che si instaurano nella fascia che ha subito un trauma, saranno motivo di ulteriore congestione e fibrosi. Quando la fascia diventa più spessa sotto l’effetto del trauma, la perdita di elasticità provoca un ulteriore restrizione della mobilità.

Metodo: Secondo A.T. Still, la fascia è il punto del corpo dal quale la malattia si propaga. Scrive: “E’ tramite la sua azione che viviamo, tramite il suo fallimento che il corpo appassisce o si gonfia, e muore”. Secondo William Garner Sutherland D.O., più importante ancora è considerare lo spazio tra le fasce.

Indicazioni: Dal momento che la struttura delle fasce è omnipresente, queste devono essere sempre prese in considerazione nel trattamento osteopatico. E’ importante tenere presente che le fasce contengono il nostro essere ed esprimono sotto un certo aspetto la nostra essenza.

 

  • General Osteopathic Treatment (G.O.T.)

Principi: Il GOT è un trattamento dell’intero corpo, articolazione per articolazione, allo scopo di rimuovere le rigidità e blocchi articolari che impediscono la buona circolazione dei fluidi e il libero impulso dei nervi, al fine di promuovere il potenziale di autoguarigione del corpo intero.

Metodo: L’osteopata mobilizza in successione, secondo un ordine ben definito, ogni parte del corpo in modo continuo e ritmico.

Indicazioni: in qualunque forma di malattia e affezione

 

  • Gynicological Manipulation Technique

Principi: Come gli altri visceri e organi, anche l’utero, le ovaie e annessi, con i vasi arteriosi, venosi, linfatici e i nervi, sono soggetti a movimenti propri e indotti. Cicatrici, aderenze, fibromi, cisti, malposizioni uterine, prolassi, lacerazioni e tensioni dei legamenti possono impedire il movimento fisiologico di questi organi. Andrew Taylor Still fu il primo ad ammettere le donne nelle scuole di medicina. Si sviluppò cosi una disciplina ben specifica di manipolazioni per via interna ed esterna della sfera ginecologica.

Metodo: Esistono delle manipolazioni specifiche per ogni parte della sfera ginecologica. Le manipolazioni non sono mai dolorose e ottengono delle correzioni sia per via diretta meccanica sia per via riflessa.

Indicazioni: Dismenorrea, dispareunia, irregolarità del ciclo, dolori all’ovulazione, prolassi fino al secondo grado, sindromo premestruale, congestione pelvica e pesantezza degli arti inferiori, lombalgia di origine ginecologica, sciatalgie di origine ginecologica, pubalgie, aderenze post-infettive e post-operatorie, postumi di parti cesarei e lacerazioni, infezioni genito-urinarie recidivanti. Dolori delle diverse fasi della gravidanza.

 

  • Muscle Energy Technique

Principi: Una serie di test articolari permette di mettere in evidenza le ipomobilità o ipermobilità articolari dovuti a spasmi e ipertonicità muscolari. Il ricorso a contrazioni isotoniche contro resistenza modifica lo stato di contrazione del muscolo e libera l’articolazione.

Metodo: A seconda del problema articolare riscontrato esiste una posizione specifica di correzione nella quale viene chiesto al paziente di effettuare tre contrazioni isometriche contro resistenza fornita dall’osteopata.

Indicazioni: ogni forma acuta o cronica di ipomobilità o ipermobilità articolare. La metodica è anche indicata nei bambini ed è un ottima alternativa alle manipolazioni classiche.

 

  • Neuro-Muscular Technique (N.M.T.)

Principi: Tutte le strutture del corpo sono unite tra di loro dal tessuto connettivo; questo è formato da una matrice gelatinosa che contiene cellule e fibre. Ossa, articolazioni, legamenti, muscoli, organi sono tutti uniti fra loro in questo modo. Tra i foglietti del tessuto connettivo scorrono i vasi linfatici, le vene, le arterie, e i nervi. La matrice interviene nello scambio di sostanze tra vene e sistema linfatico. E’ questo il luogo di trasporto, stoccaggio, e scambio di acqua, elettroliti, e metaboliti. Ogni tensione a livello del tessuto connettivo si traduce in un’ostruzione dell’ apporto e del drenaggio metabolico nell’area specifica. Inoltre impedisce l’impulso nervoso. Si è dimostrato che il tessuto connettivo è il primo luogo dove si depositano i metaboliti in eccesso, inducendone stagnazione, congestione, infiammazione, e infine aderenze. Gli ispessimenti e il raccorciamento del connettivo che ne risultano sono spesso palpabili e dolorosi; si tratta delle “lesioni neuro-muscolari”.

Metodo: L’osteopata riconosce alla palpazione le aree di congestione, aderenze, ispessimento, e infine le lesioni neuro-muscolari. La tecnica di correzione consiste nell’ operare una pressione con i pollici in modo ritmico e lento.

Indicazioni: Congestioni del connettivo, modificazioni del pH con conseguente dolore, formazione di depositi tossici, infiammazioni, aderenze, spasmi muscolari e tendiniti inserzionali, traumi, stasi dei liquidi, irritazioni delle terminazioni nervose. L’infiltrazione e la congestione del connettivo sono spesso dovute alle cattive abitudini alimentari e ai meccanismi neuro-ormonali dello stress. E’ dunque importante tenere conto dell’ alimentazione e dell’ aspetto psicho-emotivo del paziente.

 

  • Strain and Counterstrain

Principi: Il dolore di un’ articolazione e del suo tessuto muscolare periarticolare dipende dalla sua posizione.

Metodo: detendere il muscolo agonista. Controllo manuale dell’attività propriocettiva durante 90 secondi e monitoraggio della dolorabilità nel punto. Ritorno lento e progressivo in modo passivo alla posizione neutra.

Indicazioni: Tutti i casi di dolore con blocco acuto di un articolazione, come si possono incontrare nella lombosciatalgia acuta, il colpo di frusta, il torcicollo, il colpo della strega, i casi post-traumatici, la periartrite della spalla. Oltre alle affezioni articolari questa tecnica lenta e non invasiva è indicata in alcuni casi di cefalea, vertigini, disfagia del bambino, tosse, epigastralgia, e dolori ombelicali. La tecnica di strain e counterstrain è un’ottima alternativa alle manipolazioni classiche, in genere più invasive e difficili da applicare nei casi molto acuti.

 

  • Trigger Point Technique

Principi: Nei tessuti si trovano punti potenzialmente iper-irritabili. Se compressi sono localmente dolorosi, provocano dolore riferito a distanza e possono scatenare fenomeni autonomi riferiti.
I “Punti Trigger” possono essere miofasciali, cutanei, fasciali, legamentari, e periostei.

Metodo: compressione manuale ischemica

Indicazioni: Tutte le iperirritabilità del muscolo, della cute (cicatrici), fasciali, legamentari, e periostei che causano fenomeni dolorosi localmente o a distanza accompagnati da fenomeni vasomotori, e autonomi. Cefalea dovuta a contratture dei muscoli della masticazione.

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